L’attenzione sul tema delle flotte aziendali ecologiche composte da veicoli green, alimentati a gas naturale, ibridi o elettrici, è in constante aumento. Lo dimostrano le diverse iniziative messe in atto da associazioni di categoria e dalle istituzioni più volte sottolineate dalla stampa e dal web. Tra di esse assume senz’altro rilievo, la possibilità di usufruire di incentivi per le aziende più virtuose dal punto di vista del fleet management, confermata per il 2015 dal decreto Sblocca Italia, nonostante le difficoltà di accesso ai contributi lamentate in passato dalle imprese. Proprio sul versante fiscale, nella maggiore sensibilità alle flotte aziendali ecologiche, ha pesato anche il livello di avanguardia raggiunto da altri Paesi UE che già avevano adottato, già diversi anni fa, un’efficiente strategia di incentivazione basata sulle emissioni delle flotte aziendali.

Le aziende all’avanguardia

In Italia le aziende all’avanguardia sono già diverse. Ikea e Vodafone Italia hanno dimostrato come siano già parecchio avanti nella realizzazione di una car policy verde. Ikea ha impostato una strategia green da diversi anni e addirittura  in altri Paesi le uniche vetture ammesse nel parco Ikea sono quelle ad alimentazione ibrida. Anche Vodafone, che prevede di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2020, ha intrapreso due strade: una sulla flotta e una sui driver. Sul parco auto: vengono escluse dalla lista di vetture da inserire in flotta quelle che superano una soglia limite di emissioni. Sul versante del driver: sono state stabilite strategie di incentivazione per i driver più  virtuosi; sono stati implementati sistemi di monitoraggio dei consumi; viene incentivato l’utilizzo delle videoconferenze tra dipendenti di sedi diverse,  sono stati varati esperimenti di car sharing e sistemi  di navetta aziendale da e per le stazioni di trasporto pubblico.

In azienda l’auto è verde

Il 20% del totale delle emissioni di CO2 deriva dal trasporto su strada, di cui il 12% dalle automobili. Anche le flotte aziendali hanno quindi una loro fetta di  responsabilità. Nonostante gli sgravi e gli esempi virtuosi citati è ancora difficile trovare aziende dotate di una policy auto sostenibile. Si pensi che in Inghilterra solo il 4% delle società ha attivato una gestione green delle flotte aziendali, mentre il trend atteso per l’Europa, entro quest’anno è dell’8%.

I dati sulla riduzione di CO2 sono sicuramente incoraggianti: le ricerche mostrano infatti una riduzione da parte delle flotte aziendali ecologiche in tutta Europa di circa il 15% sulle emissioni di anidride carbonica.

Quanto può risparmiare un’azienda con una flotta verde?

Flotte aziendali ecologicheIl parametro principale di risparmio dipende dalla scelta del modello dell’auto e dal suo utilizzo. Se la sappiamo usare in modo più razionale il risparmio è molto forte. Bisogna intervenire soprattutto sulle persone che fanno parte delle organizzazioni e lavorare su mentalità e pregiudizi errati e spesso basati sull’ostentazione di uno status symbol persino nocivo per la corretta gestione dell’azienda.

Per quanto riguarda il rinnovo dei parchi auto, l’attenzione nella scelta di modelli tecnologicamente avanzati, efficienti e rispettosi per l’ambiente deve guidare ogni fase del processo di acquisizione. Uno studio inglese parla di un risparmio medio annuo di 350 mila sterline per le aziende che si sono dotate di flotte di auto elettriche.

Sicuramente negli ultimi anni i cambiamenti climatici e una maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali hanno contribuito notevolmente a dare una spinta propulsiva al settore dei trasporti verso la tematica green, campo nel quale si ha la possibilità di ampi margini di miglioramento ed evoluzione verso la sostenibilità ambientale, soprattutto in campo aziendale, dove ci sono i numeri e gli strumenti per garantirsi un vero e proprio #risparmiovirtuoso!